Comunicato Stampa 8 Dicembre 2016

Indagati in Terni Biomassa per violazioni ambientali. Ora immediato rigetto della richiesta di autorizzazione Integrata Ambientale


E’ evidente ormai che la vicenda inceneritori rappresenta una ipoteca in termini ambientali, sanitari e di legalità. E pensare che la Tozzi holding ha solo tre anni di presenza nella nostra città, da quando nel 2013 acquisì l’inceneritore ex Printer. Tre anni in cui ci sono state decine di manifestazioni, anni in cui la materia ambientale e quella degli inceneritori è stata tra i primi punti nell’agenda politica e nella campagna elettorale del 2014. Insomma, la tanta attenzione pubblica ma anche i continui accessi agli atti amministrativi non hanno impedito alla Terni Biomassa di compiere fino a trenta violazioni in materia ambientale. Evidentemente convinti che nessuno avrebbe controllato. Il sospetto, come da noi denunciato a proposito di un conflitto di interessi di Arpa e uno studio di progettazione che segue Terni Biomassa, forse non era così peregrino.

 

Ora alla Regione spetta il facile compito di rigettare la richiesta di Autorizzazione Integrata Ambientale che Terni Biomassa ha depositato ormai nel 2014. Va rigettata perché le violazioni riscontrate restituiscono una precisa volontà di contravvenire le prescrizioni rilasciate dalle amministrazioni e agenzie competenti e questo dimostra l’attitudine “proprietaria” con cui questi signori trattano il nostro territorio già sottoposto a livelli alti di contaminazione delle matrici aria, acqua, suolo. Insomma, l’impianto risponderà anche ai criteri di legge, questo è ciò che diranno in Regione, e quindi non si può non autorizzare, ma la politica deve assumersi la responsabilità di un atto chiaro e definitivo. 


Si sta lentamente materializzando un quadro che conferma i tanti sospetti attorno alla “inverificabilità”di ciò che viene stoccato e bruciato negli inceneritori. Questa vicenda di Terni Biomassa, fa il paio con l’altra che riguarda il pulper prodotto come scarto dalle cartiere lucchesi e che conteneva idrocarburi oltre il limite di legge e che sarebbe stato bruciato anche nell’inceneritore di ACEA. Insomma, non ci sono inceneritori buoni e inceneritori cattivi.


today giovedì 8 dicembre 2016