Comunicato Stampa 16 Settembre 2016

Pulper “arricchito” di idrocarburi trasportato all’inceneritore di Acea da impresa considerata vicino ai Casalesi. Necessaria Ordinanza di chiusura immediata.


La vicenda del pulper bruciato anche nell’inceneritore Aria srl di Acea ha dei contorni davvero inquietanti. Il rifiuto infatti non solo aveva umidità in eccesso, ma aveva “elevate concentrazioni di idrocarburi” data l’aggiunta di altri rifiuti al pulper in uscita dalla cartiera, tale da renderlo non idoneo alla combustione. A chi facessero comodo la maggiore umidità e l’alta concentrazione di idrocarburi sarebbe davvero interessante saperlo. Sta di fatto che negli anni 2013 e 2014 a Terni è stato bruciato pulper di questa fattispecie. Eppure i dati sulle emissioni dell’inceneritore prodotti da Acea hanno sempre fornito un quadro rassicurante. Curioso davvero poi che l’inceneritore di Acea, come apprendiamo dal bilancio 2014, ha dovuto effettuare analisi sul pulper in entrata, durante tutto il 2013, per stabilire quanta fosse la frazione biodegradabile contenuta nel pulper e quindi poter ricevere gli incentivi pubblici per l’energia prodotta da fonte rinnovabile. Potrebbe essere utile saper se in quel caso abbiano mai riscontrato problemi di umidità ma soprattutto di idrocarburi.


Il problema è che il pulper è per sua natura una “discarica” da incenerimento. E si perché nel pulper secondo la normativa, oltre alle plastiche miste e alla cellulosa residua, può esserci fino a un massimo dell’8% di impurità. Impurità originate dal fatto che carta e cartone provenienti dalla raccolta differenziata possono essere “sporcate” da altri rifiuti mal conferiti. L’effetto visivo è quello del rifiuto indifferenziato.


Il quadro complessivo dei due inceneritori ternani diventa sempre più preoccupante. Da una parte Ternibiomassa che ha commesso volontariamente,come rilevato dai carabinieri e da Arpa, una serie di illeciti ma che può ripartire; dall’altra Acea che ha bruciato per anni pulper con idrocarburi trasportati, come dice la Guardia di Finanza, da imprese vicino ai Casalesi, a sua insaputa. Urge una nuova ordinanza del sindaco e l’intervento del Prefetto. Servono risposte. Mercoledì prossimo saremo sotto la Prefettura con lo slogan “Chiudere gli inceneritori, cacciamo gli inquinatori”.


today venerdì 16 settembre 2016