Comunicato Stampa 16 Febbraio 2017

Conferenza dei servizi Ternibiomassa: il sindaco non ha detto di no. Facciamo chiarezza.


Il parere presentato dal sindaco di Terni nella conferenza dei servizi relativa alla procedura di AIA dell’impianto di Ternibiomassa non afferma un no chiaro e deciso, ma sostiene che con gli attuali dati in mano non può dare un parere, nè positivo nè negativo. E quando fa riferimento al Regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, cita solo l’articolo 217, quello che prevede la possibilità per il sindaco di dare prescrizioni ad un impianto insalubre, omette però il precedente articolo 216 che recita “...quando lo ritenga necessario nell'interesse della salute pubblica, può vietarne la attivazione o subordinarla a determinate cautele”.


Tale ambiguità quindi dà alla regione un margine di manovra abbastanza ampio, anche se la cosa più probabile ci sembra che sia la libertà di scelta che gli viene lasciata, una libertà che sembra quasi complicità. Questo perché il parere del sindaco in conferenza dei servizi è vincolante e un pare negativo avrebbe significato la chiusura del procedimento senza l’assegnazione dell’AIA, fatto a cui la Regione non avrebbe potuto opporre alcunché. 

Questo di fatto non avviene, poiché è lo stesso comune che afferma che l’ultima parola spetta alla regione. Rimettere la decisione nella mani della regione è semplicemente una mossa per lavarsi le mani e non assumersi la responsabilità di decidere. Inoltre attendere lo studio epidemiologico del Dipartimento di Igiene dell’Università di Perugia, di cui parla lo stesso sindaco, significherebbe aspettare anni ed è chiaramente impossibile lasciare aperta la procedura e tenere il privato in standby per tutto questo tempo. L’atteggiamento dell’amministrazione comunale è quindi in continuità con il passato, e a fronte di questo epilogo appare tutto quanto fatto fino ad oggi, una finta opposizione giusto per ottenere titoli di giornale roboanti, piuttosto che una reale intenzione di chiudere il secondo inceneritore.

Ad oggi la palla stà alla regione che ha in mano un pare dell’ASL che pone sicuramente un problema sanitario e quello del sindaco che non dice apertamente di no, ma che afferma la necessità di avere ulteriori dati. Perciò al comitato pare chiaro che per il principio di precauzione l’autorizzazione non va data e su questo continuerà a battersi con forza, fino ad un eventuale ricorso al TAR, nel caso in cui l’AIA venga assegnata.


today giovedì 16 febbraio 2017